Garfagnana Trekking
Il percorso ad anello, con partenza e ritorno a Castelnuovo, si sviluppa sui crinali della catena apuana e dell'Appenino appoggiandosi ai posti tappa allestiti dalla Comunità Montana ed ai rifugi del Club Alpino Italiano. I rifugi aprono continuativamente dal 15 di giugno al 15 di settembre, ma è possibile effettuare tutto il Garfagnana Trekking anche in altri periodi utilizzando le aziende agrituristiche e gli alberghi che si trovano lungo il percorso.
Le Tappe del Garfagnana Trekking
1° tappa: Da Castelnuovo di Garfagnana al Rifugio Rossi (dislivello 1500 S – Tempo medio ore 7.30)
Il percorso inizia da Castelnuovo di Garfagnana, 227m s.l.m., il centro principale della Valle facilmente raggiungibile anche con mezzi pubblici. Dal Mulino della Grignetola, sulla strade provinciale di Arni, la vecchia mulattiera si inerpica nel bosco toccando Grancia e la caratteristica chiesetta della Madonna della Neve, fino a raggiungere il piccolo abitato di Sassi. La sua posizione strategica è testimoniata dall’ardita Torre Campanaria costruita a strapiombo sulla valle di Arni. Da Sassi in breve si raggiunge Eglio e da qui si imbocca il sentiero che ci conduce alla foce omonima e all’Alpe di S Antonio (869m s.l.m.), ultimo abitato prima delle vette. In questo antico nucleo pastorale vivono ancora stabilmente alcune famiglie che dall’agricoltura, dall’allevamento e dall’ospitalità turistica traggono ancora oggi il loro reddito. Per chi volesse spezzare la prima faticosa tappa in due giornate, l’azienda agrituristica “La Betulla” può rappresentare un ottimo punto di appoggio (tel. 0583/760052 - 760380).
Il nostro itinerario continua invece a salire attraverso Colle Panestra fino alla località Piglionico dove termina la carrozzabile che sale da Molazzana e da cui si stacca il sentiero vero e proprio (segnavia CAI n.7) che sale al rifugio CAI “E. Rossi” (1610m s.l.m.) circondato, come in un abbraccio, dalle montagne più note delle Apuane: la Pania Secca, la Pania della Croce, il Pizzo delle Saette, il Puntone di Mezzo al Prato, meglio conosciuto come “il Naso”. (Tel.0583 710386 apertura giornaliera 15 giugno-15 settembre, nel restante periodo solo nei fine settimana, dispone di locale invernale sempre aperto).
2° tappa: Dal Rifugio Rossi a Capricchia (dislivello 680 S 1479 D tempo medio ore 7.30)
L’itinerario si svolge attraverso scenari di una bellezza irripetibile, fin dal momento di lasciare il Rifugio Rossi con il sole che inonda le vette dell’Appennino per andare ad illuminare il mare della Versilia e lo specchio d’acqua del Lago di Massaciuccoli.
Dal Rifugio, proseguendo per il segnavia CAI n. 7, si raggiunge la Focetta del Puntone e da qui (segnavia CAI n.126) si risale il Vallone dell’Inferno fino alla callare. Una deviazione lungo il crinale è d’obbligo per raggiungere la vicinissima vetta della Pania della Croce (1859m s.l.m.).
Tornati sul sentiero lo si segue zigzagando su pendii scoscesi in direzione della Foce di Mosceta, dove si trova il rifugio CAI “Del Freo”. Dai prati della Foce si imbocca la mulattiera che in breve ci conduce a Col di Favilla, villaggio apuano ormai disabitato. In breve si raggiunge ora Isola Santa dove si incontra la strada Provinciale di Arni. Attraversato sulla diga l’omonimo lago artificiale, il percorso risale in direzione Capanne di Careggine da dove, seguendo la strada del passo di Scala, si raggiunge in breve Capricchia. Il punto tappa è stato allestito nella ex-scuola elementare. E’ necessario prenotarne l’apertura presso il Comune di Careggine (tel 0583 661061)
L’Albergo Genzianella in località Vianova garantisce un servizio navetta per chi preferisce una sistemazione in camera con colazione o mezza pensione. (tel. 0583 661275)
3° tappa: Da Capricchia a Vagli di Sotto (dislivello 900 S/1165 D tempo medio ore 7.00 – variante bassa 230 S/ 560 D tempo medio 4.30)
L’arrivo a Capricchia avrà sicuramente destato una certa curiosità: c’è la chiesa, la scuola e il cimitero, ma non c’è traccia di centro abitato, eppure questo luogo dalla pace profonda era, ed è tutt’oggi, il punto di riferimento per una serie di piccolissimi abitati o di case isolate nascoste tra il verde dei castagni. Il nostro itinerario ne tocca alcuni come Porreta, mentre altri si stagliano contro il profilo di pietra della Pania. Alla Maestà del Tribbio (1157m s.l.m.) il percorso principale sale verso la cima del monte Sumbra, 1764m s.l.m. (segnavia CAI n. 145), mentre una variante bassa, da utilizzare in caso di maltempo o se non si vuol affrontare il breve tratto esposto della vetta (attrezzato con un cavo d’acciaio), ci conduce direttamente a Vagli Sotto. Dalla cima del Sumbra, il sentiero scende a Passo Fiocca e, per segnavia CAI n.144, raggiunge il Passo Sella. Da qui un vecchio selciato scende velocemente in Valle d’Arnetola e a Vagli di Sotto dove si trova il punto tappa presso l’Hotel Le Alpi (0583 664057 apertura aprile - ottobre) che riserva sempre alcune camere agli escursionisti.
4° tappa: Da Vagli di Sotto a Val Serenaia (dislivello 950 S /450 D tempo medio ore 6.00)
Da Vagli di Sotto (600m s.l.m.) il percorso sale al paese di Vagli di Sopra e da qui seguendo la vecchia mulattiera (segnavia CAI n.177) si inerpica fino a raggiungere Campocatino (1000m s.l.m.). Il sentiero che mantiene lo stesso numero, sale tenendo la destra del prato verso il Passo della Tombaccia. Il paesaggio ha un repentino cambiamento; arido e lunare, ora, mostra uno degli aspetti più caratteristici ed imponenti del fenomeno carsico di superficie in Apuane. Le doline della Carcaraia sono ondulate depressioni che bisogna affrontare con una certa cautela. Giunti al Passo della Focolaccia, l’incontro (o lo scontro) con l’attività economica più rilevante delle Apuane può essere scioccante. Le cave di marmo hanno intagliato lo spartiacque della catena, le strade di arroccamento e i ravaneti aprono bianche ferite sui fianchi della montagna. Qui bisogna prestare molta attenzione alla segnaletica che spesso viene rimossa dall’attività di escavazione. Attraversata la cava si ritrova Il segnavia CAI n. 179 che ci conduce in breve alla Foce di Cardeto per immetterci nella Valle di orto di Donna e da qui, innestandosi sul sentiero CAI n. 178, scende in breve in Serenaia. Qui l’ospitalità è offerta da due rifugi il Donegani, recentemente ristrutturato (tel 340 1509327 – 348 6520820 apertura annuale, ma conviene sempre verificare ) e il Val Serenaia (347 3663542 – 349 1424641 apertura 15 giugno – 31 agosto, da Pasqua a metà giugno e settembre a fine ottobre solo nei fine settimana )
5° tappa: Da Val Serenaia all'Altopiano dell'Argegna (dislivello 300 S/ 350 D tempo medio ore 5.30 variante breve ore 3.30)
Con questa tappa termina la nostra avventura nelle Alpi Apuane; altre vette ci attendono, vicine, eppure diverse nella loro conformazione, nei loro profili, nei loro colori e profumi. L’Altopiano dell’Argegna, con le ampie praterie che circondano il bianco Santuario della Madonna della Guardia, è la meta che potremo raggiungere per due differenti itinerari:
- Il primo, più rapido, ma quasi tutto su asfalto, dalla Foce della Rifogliola attraverso ampi castagneti ci conduce prima in località Perdetola dove l’Azienda Agrituristica “Da Pasquino” potrebbe convincerci ad una sosta fuori programma (tel. 0583/610295) poi ad Albiano, quindi alla Foce dei Carpinelli ed in breve all’Argegna.
- Il secondo dalla Foce della Rifogliola scende al paese di Gramolazzo (chi volesse trattenersi un giorno di più nel versante Apuano, ha la possibilità di fermarsi sul lago presso gli alberghi o il camping “Paradiso”).
Il percorso prosegue poi per Agliano, Castagnola, i Prati di Debbia, dove si innesta il sentiero di raccordo proveniente da Piazza al Serchio, fino a raggiungere Capoli e Giuncugnano. Ancora una breve salita prima di giungere sull’altopiano dell’Argegna da cui si gode uno dei panorami più belli di tutto il percorso. Ospitalità presso il santuario dell’Argegna (tel 0583 611097 apertura aprile -ottobre) nei mesi estivi è aperto anche il Campeggio Argegna (tel 0583 611182) che dispone di bungalow. Possibilità di pernottamento anche agli hotels del Passo dei Carpinelli.
6° tappa: Dall'Altopiano dell'Argegna al Passo di Pradarena (dislivello 825 S / 276 D tempo medio ore 5.30)
Abbandonati definitivamente gli ultimi contrafforti apuani, il percorso ci porta a raggiungere il Monte Tondo ( 1782m s.l.m.). Lo sguardo spazia dal Golfo di La Spezia fino ai Monti Pisani e, in giornate nitide, raggiunge le vette più alte delle Alpi Marittime. Proseguendo lungo il crinale in direzione nord si guadagna lo spartiacque tosco emiliano presso il nodo orografico della Torre delle Tre Potenze ( 1771m s.l.m.). Occorre prestare molta attenzione alla segnaletica, specie in caso di nebbia. Non è difficile in questo punto sbagliare strada e proseguire verso il Passo del Cerreto, mentre invece la direzione giusta mantiene la destra e ci porta in rapida successione agli Scalocchi, al Monte Ischia ed infine al Passo di Cavorsella, per raggiungere subito dopo il Passo di Pradarena dove transita la strada provinciale che collega la Garfagnana con Reggio Emilia. Il rifugio Carpediem (tel 0522 899151) ci accoglierà per la notte.
Dalla tappa odierna il Garfagnana Trekking va a coincidere con il percorso GEA (Grande Escursione Appenninica) e con il sentiero CAI n.00 di crinale, quindi converrà fare riferimento anche a questa segnaletica.
7° tappa: Dal Passo di Pradarena al Rifugio La Foce o Rifugio Battisti (dislivello 350 S /322 D tempo medio ore 4.30)
Questa tappa, relativamente breve e tutta sullo spartiacque appenninico, si mantiene costantemente oltre i 1600m di quota, toccando il Monte Soraggio, Le Porraie, il Monte Romecchio. Al Passo di Romecchio il percorso GEA entra sul sentiero CAI n. 633 raggiungendo poco dopo il laghetto della Bargetana ed infine il Rifugio CAI “C. Battisti” nel Parco Regionale Emiliano del Gigante (tel. 0522 897497 apertura 15 giugno- 15 settembre; dispone di locale invernale sempre aperto). In alternativa si può proseguire toccando la cima del Ravaianda e, da qui, raggiunta la Focerella, scendere nel versante toscano dove troviamo il Rifugio La Foce (per prenotazioni tel. 335 7726321 apertura luglio-agosto).
Dalla Foce, una bella variante e rappresentata dal segnavia Airone 3 (giallo-blu) che scende al Parco dell’ Orecchiella dove presso il Centro Visitatori è possibile pernottare (Rifugio Orecchiella tel. 0583 619010 – Rifugio Isera tel. 0583 660203 apertura 15 giugno – 15 settembre).
8° tappa: Dal Rifugio La Foce o Rifugio Battisti a San Pellegrino in Alpe (dislivello 500 S 500 D tempo medio ore 7.30)
Dal Rifugio Battisti (o Rifugio La Foce) si sale la vetta del Monte Prado, la cima più alta della Toscana (2054m s.l.m.). tutto intorno è grandioso: l’ampia vallata dell’ Abetina Reale, le rigogliose foreste di faggio del Parco dell’Orecchiella, le distese infinite di praterie a mirtilli; nel silenzio quasi irreale, rotto solo dal vento, non ci stupirà vedere volteggiare l’aquila reale, o scorgere un branco di mufloni al pascolo, o udire il caratteristico fischio della marmotta. Il cammino prosegue toccando il Monte Vecchio e il Cella, fino a raggiungere il Passo delle Forbici e, subito dopo, il Passo del Giovarello, poi ancora l’Apicella delle Radici ed infine il Passo delle Radici dove incontriamo la strada statale che collega la Garfagnana a Modena, attraversata la quale, si prosegue per sterrato fino a raggiungere San Pellegrino in Alpe (1525m s.l.m.), il borgo più alto di tutto l’Appennino Centro-Settentrionale posto a presidio dell’antica via che, fin dal Medioevo, collegava la Pianura Padana alla Toscana. L’ Hospitale, dedicato a S. Pellegrino, eremita di ignote origini, accoglieva viandanti, pellegrini, mercanti e soldati di ventura che transitavano in questi luoghi impervi.
Oggi, come allora, il piccolo paese offre accoglienza e ristoro ai nuovi viaggiatori, mentre un Museo della Civiltà Contadina ci ricorda la vita di tutti i giorni delle popolazioni della montagna . Ospitalità presso Albergo Lunardi al Passo delle Radici (tel 0583 649071), al Rifugio Pradaccio (339 8719534) o in paese a San Pellegrino presso Albergo L’Appennino (tel 0583 649069) o Albergo L’Alpino (tel 0583 649068).
9° tappa: Da San Pellegrino in Alpe a Castelnuovo di Garfagnana (dislivello 1200 D tempo medio ore 6.00)
Il sentiero scende per prati, subito dopo il Santuario, quindi diventa una strada sterrata che, toccando casolari isolati, raggiunge il piccolo paese di Valbona. Da qui, per mulattiera, si raggiunge Castiglione Garfagnana, splendido esempio di nucleo medievale ancora racchiuso dalle mura originali; inevitabile una visita all’interno della fortificazione e alle strette viuzze del centro storico. Poi, ancora per prati e per coltivi, si raggiunge il Marcione e, guadato il torrente, si risale ai Mulini di Pieve Fosciana; ancora un breve tratto e si raggiunge Castelnuovo Garfagnana.



