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Trote

Fin dall’antichità le trote provenienti dalle acque fresche e cristalline dei torrenti erano molto apprezzate sia per il consumo fresco, sia conservate con uno speciale procedimento detto "marinatura". Anche oggi la moderna dietologia considera la trota un'alimento fondamentale per la facile digeribilità delle sue carni e per il ridotto contenuto di grassi.

Nella Valle del Serchio vivono due varietà di trote: la "fario" trova il suo habitat ideale nelle acque più fresche ed ossigenate dei torrenti in quota, la "iridea" predilige, invece, acque un pò più calde e tranquille; entrambe le varietà sono molto pregiate e si possono trovare anche presso i numerosi allevatori che producono trote per consumo fresco e per il ripopolamento.

La Comunità europea ha riconosciuto le acque della Valle del Serchio come zona indenne da malattie che abitualmente colpiscono questi pesci.

 

LA RICETTA CLASSICA: "La Trota marinata"

Sfilettare la trota in pezzetti da 4 cm. Passare i pezzi nella farina bianca e rosolarli in una padella con olio d'olia. Una volta rosolati sistemarli in una terrina; aggiungere al fondo di cottura mezzo bicchiere di aceto di vino, una manciata di prezzemolo tritato con mezzo spicchio d'aglio e un piccolo peperoncino. Soffriggere il tutto per circa due minuti e versare il liquido ben caldo sulle trote nella terrina. Coprire con un coperchio. Così marinata la trota si conserva anche per una settimana, è ottima da servire come stuzzicante antipasto

 

 

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