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Una valle e la sua gente

I Garfagnini sono stati per secoli contadini, pastori, boscaioli, cavatori; oggi sono per la maggior parte operai, artigiani, impiegati e commercianti ma tutti conservano vive le loro radici e i valori di un tempo. Anche in cucina questa "tradizionalità" è ancora viva, specchio di gente abituata al lavoro, bisognosa di contenuti più che di forme, tipica dell'alimentazione di montagna. Qui le castagne sono state il cibo principale per intere generazioni assicurando nutrimento anche quando i periodi storici non sono stati dei più felici. Ecco allora la "polenta di neccio", come si chiama qui la farina di castagne, ora con marchio DOP, spesso accompagnata con gli "ossi di maiale" o le "tullore" (castagne secche bollite nel latte). Le carni sono sostanzialmente quelle di maiale o degli altri animali da cortile, ma anche le trote, famose già al tempo dei Medici, compaiono spesso sulla tavola. Poi c'è il farro, oggi garantito dal marchio di indicazione geografica protetta, usato nelle minestre, nelle torte salate e nei "farotti", e ancora la polenta di granturco o come la chiamano qua "di formenton otto file", i fagioli giallorini, e i dolci, semplici e ancora di farina castagne il "castagnaccio e i necci", più elaborata, quasi una ricetta che ogni massaia tiene segreta, quella della "pasimata", tipico dolce del periodo pasquale. Tanti e gustosi i motivi per venire in Garfagnana e, siamo sicuri, una volta scoperto questa angolo nascosto della Toscana, vi sarà difficile non tornarci spesso.

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