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Giuncugnano

Giuncugnano, posto a 855 metri di quota, con i suoi 18,94 chilometri quadrati di superficie è il comune più piccolo della Garfagnana. È circondato da selve di castagni e boschi di querce, ma oltre i 1000 metri di quota e fino alle praterie del crinale appenninico, domina la grande faggeta dove, nei periodi giusti, crescono i porcini più gustosi della valle.

Dal 2001 questo territorio è entrato a far parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e per la sua bellezza, la sua radicata tradizione agricola, la presenza umana in perfetta sintonia con l’ambiente in cui vive, ne rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello.

Il comune si compone di sette antichi villaggi all'interno dei quali vivono poco più di seicento persone. Il capoluogo consiste in un minuscolo borgo con case di pietra che affacciano su strette vie carraie.

A Magliano, con i due suggestivi nomi di Magliano a Mattina e Magliano a Sera, ad indicare l’esposizione delle case al passaggio del sole durante il giorno, si può visitare il santuario che custodisce le reliquie dei artiri Emiliano e Giusto e un bel dipinto del XIV secolo raffigurante la Madonna tra due Santi. Qui, la seconda domenica di maggio, si tiene la Fiera di Primavera, tradizionale festa dedicata all’agricoltura e alla zootecnia.

Il borgo di Ponteccio, con le strette vie carraie e le case in pietra serena, strette intorno alla chiesa dal singolare campanile di legno, merita sicuramente una visita per il panorama che lo caratterizza e per la tradizionale ospitalità dei suoi abitanti.

La località sicuramente più nota, pur se divisa a metà con il comune di Minucciano, è l’altopiano dell’Argegna, con il Santuario dedicato alla Madonna della Guardia, e il Passo di Tea, dove recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce le fondamenta dell’ospitale di San Nicolao, che la leggenda vuole fondato da Matilde di Canossa e di cui si era persa memoria. Luogo di confine di ben tre signorie (quella estense, lucchese e fiorentina) Tea è stata per secoli il passaggio obbligato che collegava Lucca con Parma, prima che l’apertura delle vie nei fondovalle portassero all’abbandono dei percorsi di altura.

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