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Vagli Sotto

Il territorio comunale di Vagli Sotto si estende su una superficie di 41,02 chilometri quadrati, con le marmoree cime apuane del Sumbra, del Sella, della Tambura e della Roccandagia che lo cingono a corona.

E’ caratterizzato dalla presenza di un grande lago artificiale, uno dei più grandi d’Europa, e sicuramente il più conosciuto vista l'esistenza, nella profondità delle sue acque, del cosiddetto “paese fantasma” di Fabbriche di Careggine. Il villaggio, fondato dai fabbri ferrai bergamaschi e bresciani che qui lavorano il ferro estratto dalla Tambura, riemerge ogniqualvolta l'Enel apre la diga e le acque del lago defluiscono lasciando lentamente riaffiorare il campanile, la chiesa, le case. Per una intera estate, allora, il paese torna a vivere, visitato da una moltitudine di turisti partecipi di un evento raro. Un ponte a funi sospeso, collega le due sponde del lago nel punto più stretto offrendo una inconsueta panoramica sul antico borgo di Vagli Sotto

Le comunità che formano il comune di Vagli Sotto sono fortemente legate alle proprie radici, usi e costumi. Oltre Vagli Sotto, infatti, troviamo Vagli Sopra e Roggio. Vagli Sotto, costruito su una collina, ora circondata dalle acque del lago, si stringe intorno alla Parrocchiale di San Regolo, in perfetto stile romanico a pietre bicrome (sec XII), mentre in località il Bivio presso la Fontana delle Monache, troviamo la chiesa di Sant'Agostino, una delle più vecchie della Garfagnana, risalente all’anno Mille e il convento delle suore agostiniane.

A Vagli Sopra, la chiesa è dedicata a San Lorenzo, mentre a Roggio la parrochiale di San Bartolomeo, si erge, quasi come un castello, alla sommità del paese.

Di rara bellezza l’alpeggio di Campocatino, antico nucleo pastorale adagiato nella verde conca prativa di origine glaciale, ai piedi della Roccandagia. I caselli di pietra ci raccontano la storia dei pastori che per secoli venivano a trascorrere qui l’estate. Oggi Campocatino è una Oasi della LIPU e nel periodo estivo è possibile fare escursioni guidate sul sentiero natura e all’Eremo di San Viano, incredibilmente addossato ad una strapiombante parete rocciosa. Qui, in perfetta solitudine viveva Viano (o Viviano) cibandosi dei cavoli selvatici che, sempre abbondanti, nascevano sulla roccia viva. La devozione degli abitanti a Beato Viano è molto forte, tanto da sceglierlo come protettore dei numerosi cavatori che qui lavorano nei bacini marmiferi della Valle di Arnetola, da dove si estraggono marmi pregiati come il Calacata e l’Arabescato.

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